FANTOMÂS – Delirium cordia

(2004, Ipecac)

Capisco chi le recensioni le fa per lavoro, in questo caso non deve essere stato per niente facile, e non lo è nemmeno per me dopo così tanto tempo; l’ostiltà era prevedibile, perchè un’unica traccia da 74 minuti (con Mike Patton di mezzo) spaventa anche noi che ascoltiamo tutto “Atom heart mother” e tutto “Reign in blood” senza batter ciglio.
Diverse opere d’arte hanno evocato in me il passaggio dalla vita alla morte, ma mai come questa,soprattutto perchè l’ipotetico soggetto protagonista mi ha dato l’impressione di sapere che a breve sentirà il sordo suono del suo ultimo battito di cuore. La consapevolezza di tutto ciò fa sì che il più che legittimo senso di inquietudine (derivante dalla consapevolezza stessa), passi in secondo piano di fronte al contesto in cui avverrà questo evento così importante: incolore (unico sprazzo, il verde-chirurgia), freddo (piastrelle bianche lucide), per non parlare dell’odore (di disinfettante) : immaginiamoci di sapere che moriremo in un ambiente così…. ogni repentino cambiamento di atmosfera di questo disco è uno stadio del delirio che ci troveremmo ad affrontare, che va dalla depressione, all’euforia isterica, alla rassegnazione, passando ancora all’euforia isterica, e poi alla depressione, e poi ancora alla rassegnazione, e infine alla totale accozzaglia delle precedenti sensazioni, provocata da un ipotetico e terminale innalzamento della temperatura corporea; il tutto a intermittenza, fino all’ormai quasi agognato e molto sudato epilogo.
Spero di non rovinare l’ascolto ad un eventuale neofita, comunicando che secondo la mia interpretazione è concepito anche l’aldilà, o perlomeno il passaggio tramite cui ci si arriva: immaginandosi il famoso tunnel con la luce in fondo, qua si cerca di arrivare ad essa, per poi trovarsi di fronte alla verità… l’aldilà non esiste ( a meno che non si abbia la pazienza di arrivare agli ultimi due secondi).

Tracklist:
1. Delirium cordia

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