(2007, Hydrahead)
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Sfido chiunque ad avere un giudizio critico, oggettivo e completo dopo il primo ascolto di “City Of Echoes”. I volti dell’ultima fatica dei Pelican sono innumerevoli e gli odori che si respirano durante il suo ascolto non sono mai troppo dettagliati; migliaia di linee s’intrecciano in un disco che, nonostante la sua eterogeneità, risulta comunque nuovo ed estremamente affascinante. “City Of Echoes” a differenza del precedente “Fire In Our Throats Will Beckon The Thaw” si sviluppa su sonorità più heavy e recupera molto spesso la forma canzone divenendo così immediato e diretto, tanto diretto da prendere spesso in contropiede l’ascoltatore. La title-track “City Of Echoes”, la splendida “Wind With Hands” e l’uno-due finale di “Far From Fields”-“A Delicate Sense Of Balance” sono momenti del disco a cui ci si affeziona facilmente, pur restando inscindibili dalla completa e polimorfe totalità dell’album. Ancora una volta l’ottimo quartetto di Chicago ha voltato pagina, rafforzando la trasversalità del rock moderno; post-rock, postcore, stoner e progressive sono solo alcuni echi della città di cui i Pelican sono gli indiscussi padroni.
Un disco che, pur essendo strumentale, non annoia mai (merito anche dell’alta qualità di produzione).
Tracklist:
1. Bliss In Concrete (05:30)
2. City of Echoes (07:06)
3. Spaceship Broken-Parts Needed (06:04)
4. Winds With Hands (03:57)
5. Dead Between the Walls (05:06)
6. Lost In the Headlights (04:10)
7. Far From Fields (05:18 )
8. A Delicate Sense of Balance (05:25)


22 Novembre, 2007 alle 1:39 pm
Grandissimi! Al contrario di quanto dicono molti sto album è pregevolissimo, martedì 27 tutti al Music Drome!