TENHI – Maaäet

(2006, Prophecy)

Mi era stato segnalato cosa c’era scritto sull’adesivo attaccato alla plastichina che proteggeva il digipack: “Sigur Ròs in the woods”. L’ho visto, ed ero titubante quanto incuriosito; rapito dall’art-work estremamente curato, ho acquistato alla cieca (ebbene si, non li conoscevo, ahimè).
La definizione sull’adesivo a mio parere è stata concepita da un ignorante (ci sono punti di incontro, soprattutto l’integrare momenti silenziosi alla musica, e sicuramente le foreste, ma non a tal punto da definire così i Tenhi… magari sarà un’operazione di mercato, che in me ha anche attecchito), ma a parte ciò, sono rimasto positivamente stupito da questo lavoro: innanzitutto è perfettamente in linea con la mia teoria, la quale recita che “un artista quando crea è condizionato da quello che vede dalla finestra”, poichè l’ipotetico paesaggio nordico che mi è venuto in mente al primo ascolto non si è rivelato molto diverso da quello che vedono loro dalla finestra, e poi è un disco di estrema armonia con la natura e l’atmosfera del paese da cui provengono, cioè la Finlandia, infatti è fondamentalmente un disco folk, soprattutto per quanto riguarda la scelta della strumentazione (archi, fiati, chitarre acustiche ecc., integrati ad una voce baritonale, che scandisce le incomprensibili parole come farebbe un fiabesco narratore).
E va bene, questo era il primo, “freddo”, impatto: il disco è un alternarsi di fatica nello spostarsi in un bosco finnico spostando i rami appesantiti dall’ultima neve dell’inverno, e di momenti in cui gli alberi non sono più fitti ma lasciano spazio a laghi, ghiacciati ma in via di scioglimento, alla cui vista ci si ferma, rapiti dalla tangibilità del risveglio della natura dopo la stagione fredda, sempre attenti a non disturbare gli ultimi momenti di letargo degli animali, anzi, attendendo il loro risveglio per cogliere insieme la linea di confine tra la malinconia serena degli ultimi rantoli invernali e la serenità malinconica dei primi vagiti primaverili; ecco, l’atmosfera di questo disco è situata in questa linea di confine, ma senza schierarsi, senza decidere da cosa si tragga benessere.

Tracklist:
1. Varpuspäivä
2. Kuoppa
3. Kuulut Kesiin
4. Salain
5. Viimeiseen
6. Vähäinen Violetissa
7. Sarastuskäivijä
8. Maa Syttyy
9. Tuulenkaato
10. Aatos
11. Uuvu Oravan Luu
12. Rannalta Haettu

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