TARANTULA HAWK – Tarantula hawk 2

(2002, Neurot)

La parola “psichedelia” evoca (almeno a me) quel periodo che va dal 1968 a più o meno il 1978. Ebbene, i Tarantula hawk possono assolutamente affermare di aver composto un disco psichedelico nel 2002. In questo album si sentono palesemente i Tangerine Dream di “Phaedra”,i Pink Floyd di “A saucerful of secrets” o addirittura, a tratti (vedi mostri sottomarini), di “Meddle”,i Jethro Tull di “Thick as a brick”,gli Area di “Arbeit macht frei” (se i Tarantula hawk non li conoscessero, sarebbe la giusta dimostrazione che la loro influenza nella scena ha compensato la loro scarsa popolarità) , i King Crimson di “In the court of the crimson king”. In tutto questo contesto fanno capolino i Neurosis (ebbene si, e anche spesso; notare l’etichetta dell’album di cui si parla) e il minimalismo del drone . Pretenzioso? Assolutamente si. Anacronistico? Assolutamente no. Questo lavoro esprime la riconoscenza e la venerazione che quel decennio si merita, ed è sorprendentemente duttile, perchè puo’ essere visto sia come nostalgico sia come innovativo. Inizialmente i miei pensieri erano di tipo “si, bello, però già sentito”; man mano, ho appreso che comunque loro, nonostante tutto, fanno capire con prepotenza che sono un gruppo contemporaneo, affiancando ai suoni del Sacro Decennio, suoni tipici della scena post (…) statunitense. Spero che il vostro cervello sia stimolato quanto il mio, nell’ascoltare e vivere questa “nuova” psichedelia, senza pantaloni a zampa ,che non fa fruscii nell’Pod, ma che Syd Barrett avrebbe ascoltato volentieri.

Tracklist:
1. Untitled
2. Untitled
3. Untitled
4. Untitled
5. Untitled

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