OXBOW – The narcotic story

(2007, Hydrahead)

Non so con esattezza se, e come, il “Barone” giudicherà questo disco, ma io non posso che esprimere giudizi positivi in merito allo stesso. Gli Oxbow non sono un gruppo di novellini, né una delle tante band che cavalca facili trand musicali o sta percorrendo strade recentemente asfaltate; fin dai tempi di “Serenade In Red” i quattro di San Francisco hanno dato prova di una forte personalità, tanto legata all’avanguardia quanto alle sue radici. In “The Narcotic Story” reminescenze di jazz-blues nero, sofferente e sudaticcio si fondono con aspri suoni noise e decostruzioni post-rock: un alchimia di droghe, notte, whiskey, fumo e puttane che i vocalizzi ed i lamenti ebanei del frontman, l’animale da palco Eugene Robinson, vomitano nell’immaginario collettivo accanto alla carcassa della New Orleans degli anni ’20. Nove tracce, piene, che precipitano esponenzialmente nel buio e nel marciume accavallando stadi di allucinazione a malinconia e tristezza; un album in cui la persistenza della memoria prende a schiaffi i contorni sfocati del presente negando a priori la speranza nel futuro. Lavoro che piacerà a chi, dinanzi al precipizio, ama lasciarsi cadere.

Attenti però, “The Narcotic Story”, come una brutta nottata, lascerà molti strascichi nella vostra coscienza.

Spero che il “Barone” non me ne voglia… ma gli Oxbow sono davvero del male, più di quanto non si immagini.

Tracklist:
1. Intro
2. Geometry of Business
3. Time Gentlemen Time
4. Down A Stair Backward
5. She’s A Find
6. Frankly Frank
7. A Winner Every Time
8. Frank’s Frolic
9. It’s the Giving, Not the Taking

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