BURIED AT SEA – Ghost

(2007, Neurot)

Quasi trenta minuti senza sosta, una “suite” stile anni ‘70, per un “concept EP” che raccoglie registrazioni effettuate tra 2005 e 2006, primo lavoro in casa Neurot per i Buried at sea.

I nostri portano avanti il doom sporco di sludge che abbiamo già avuto il piacere di apprezzare nel full-lenght “Migration” , ma più grezzo nei suoni, buttando in questa fanghiglia anche “White two” dei Sunn 0))), “A sun that never sets” dei Neurosis e “Celestial” degli Isis, impreziosendo il tutto con una buona dose di psichedelia (che puo’ permettere a chi cerca sempre di definire ciò che ascolta azzardi quali avant-doom, psychedelic-sludge e chi più ne ha più ne metta), con qualche sprazzo elettronico, e con una produzione sporca e avvolgente.

Vale la pena prendersi mezz’ora di tempo per ascoltare a massimo volume e tutto di un fiato questo poderoso disco, che non solo sarà apprezzato da chi si fida ciecamente della Southern Lord e/o della Neurot, ma che fa viaggiare con la mente, istigando magari un minuto dopo ad uno spontaneo head-banging, a tratti spaventando con macabre atmosfere , autoproclamandosi colonna sonora di un’ipotetica invasione notturna di giganteschi fantasmi che hanno alle caviglie pesantissime catene, scandendone il lento ma inesorabile cammino.

Tracklist:
1. Ghost

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