(2007, Relapse)

Non poteva che essere un disco Relapse questo bellissimo Voices of Omens, terzo lavoro dei Rwake da Little Rock, Arkansas. Ci troviamo di fronte a uno dei più bei dischi del 2007, un monumento sonoro e monolitico in cui convivono il suono della palude e il metallo, una miscela assolutamente oscura ma allo stesso tempo molto raffinata nel suo rincorrere l’ascoltatore attraverso terreni insalubri e pericolosi.
Si va dalle impenetrabili foreste del nord fino alle fangose paludi del sud, sempre e comunque perseguitati da urla lancinanti e da muri di chitarroni che talvolta si sciolgono in arpeggi senza speranza.
Una delle cose che mi hanno colpito è la difficoltà che ho trovato nel collocarli geograficamente, a prescindere dal fatto che conoscessi già la provenienza dei nostri, in alcuni tratti ho avuto l’impressione di ascoltare una band norvegese o svedese. Mettiamola così: i Rwake sembrano dei Mastodon trapiantati ad Umea, molto più oscuri dei quattro georgiani ma capaci comunque di essere “narrativi” almeno quanto loro.
Il disco sludge dell’anno appena trascorso è qui cari ragassuoli, nessun dubbio a riguardo.
Tracklist:
1. Intro
2. The Finality
3. Crooked Rivers
4. Fire and Flight
5. Leviticus
6. Of Grievous Abominations
7. Bridge
8. Inverted Overtures
9. The Lure of Light

