SWANS – Children Of God

(1986, Caroline)

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Signori, mettiamo subito le cose in chiaro, questo è un dei capolavori assoluti della storia del rock!

L’immensità di “Children Of God” pervade qualsiasi cosa, e pesa come un macigno sulla coscienza di chiunque vi si avvicini o osi recensirlo, svilendone ogni sua forma lessicale e saturando il suo animo con insani sensi di precarietà e decadenza.

Partiamo dalla contemporaneità. Gennaio 2008: l’attuale figurazione del rock estremo diviene giorno dopo giorno più contorta e ramificata, le sue sonorità derivano sempre più da “complesse espressioni matematiche” di cui stile, storia, tecnica ed attitudine sono costanti ed incognite, eppure band come i Neurosis (attiva dalla seconda metà degli anni ’80) non smettono di dettare tempi e modi, scrivendo, senza alcun dubbio, fra le migliori pagine sonore degli ultimi anni. Ma cosa sarebbe stato tutto ciò senza gli Swans?

Facciamo un balzo in dietro, Novembre 1986, la “Caroline” pubblica “Children Of God”, quinto album in studio dei già citati Swans. La band è maturata molto dalla sua nascita e questa release ne è la prova: i primordiali, e più “core”, suoni di “Filth” hanno lasciato spazio ad alchimie complesse e strutturate dove l’alternarsi di pieno e vuoto, di bianco e nero, di industriale ed organico, di sporco e pulito si contorcono in percorsi funambolici che mirano dritti alle viscere dell’uomo e della musica, in cui voci di Michael Gira (cavernosa, oscura e cantilenante) e Jarboe (velenosissimo angelo) sono pronti ad accoglierci e divenire nostri spiriti guida. Il beckground musicale del disco è chiaro e fa riferimento a tutti i totem della “dissonanza in musica”, un volo pindarico che parte dagli anni settanta dei Velvet Underground, del David Bowie meno rock’n’roll e del krout-rock dei Tangerine Dream, attraversa le avanguardie di Throbbing Gristle e Cabaret Voltaire, ed arriva sino al malessere a lui più contemporaneo di Bauhaus e Suicide, il tutto lasciandosi affascinare dalla nascita dell’hardcore statunitense e dai sibili di Diamand Galás.

“Children Of God” è un album in cui gli archetipi classici delle “romantiche” lisergie sociali post-sessantottine divengono oscuri prodotti industriali, seriali ed alienanti paradigmi della sofferenza umana.

Per fortuna il patrimonio artistico-culturale eretto dagli Swans non andrà perduto, gli illuminati del XXI secolo ne hanno pieno il sangue e non smettono per un secondo di adorarlo.

Tracklist:
1. New Mind
2. In My Garden
3. Our Love Lies
4. Sex, God, Sex
5. Blood And Honey
6. Like A Drug
7. You’re Not Real, Girl
8. Beautiful Child
9. Blackmail
10. Trust Me
11. Real Love
12. Blind Love
13. Children Of God

Una Risposta a “SWANS – Children Of God”

  1. aperitivista Dice:

    La Caroline ha prodotto anche il primo disco dei Primus, ora ho ricollegato

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