(2008, Donna Bavosa/Robot Radio)

Il barrito del pachiderma zombie ci stordisce violentemente. Parte così uno dei dischi che sicuramente segnerà il 2008 italiano, tingendolo di noise rock maledetto e nichilista, impastando forme e strutture, cospargendo le stesse di polvere di zolfo e terra.
I tre cuneesi, già autori del buon EP Sing The Separation, disco che pur mostrando un’evidente qualità di fondo mi aveva convinto a metà, tornano con un lavoro sicuramente maturo e ottimamente concepito, ponendosi nel mezzo di una carreggiata stilistica ostica, in un non-luogo a metà strada tra il post-hc di scuola Neurosis, il rumore sferragliante di Unsane e Jesus Lizard e lo stoner-doom di nuova generazione. Su Post Crucifixion, una scheggia math-sludge di due minuti, i nostri sono coadiuvati dal sax dannato di Luca Mai (Zu) in quello che è sicuramente uno degli episodi più esaltanti di Lowest Shared Descent; è davvero impressionante anche The Same Breath, ospite il gigante Eugene Robinson (Oxbow), un incredibile esempio di come è possibile suonare estremo nel 2008, un blues dall’inferno tra fiamme e forconi.
Molto bello anche l’artwork e il digipack, un lavoro di classe e ben curato che vale la pena di avere nella propria collezione. Come si suol dire…ACCATTATEVILL’!
Tracklist:
1. Introducing My Eye, In Flames
2. Another Fuckin’ Word to Say We Miss You
3. Post Crucifixion
4. Black Coffee Breakfast
5. Abyss Heart
6. Clopixol
7. The Same Breath
8. The Worst & The Best


24 Maggio, 2008 alle 2:49 pm |
questo album è enorme punto