ORTHODOX - Amanecer En Puerta Oscura

(2007, Alone Records / Southern Lord)

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Non proprio pieno deserto, forse più radura; qualche accenno di macchia mediterranea ci sottolinea che siamo in Europa, ma il sole cocente di mezzo giorno mistifica tutto premendo forte sulle meningi ed appesantendo ogni passo. Tra un cedimento e l’altro, però, bisogna andare avanti per cercar di tornare a casa sani e salvi: niente acqua, niente cibo, solo un libro di Castaneda per giustificare al nostro “Io” le molteplici e sfocate visioni che si succedono agli occhi.

Si potrebbero scrivere molte righe su questa ultima fatica degli andalusi Orthodox, più che un disco un vero e proprio rito iniziatico: i suoi quarantotto psichedelici minuti non si scollanno dal cervello neppure per un secondo, “Amanecer En Puerta Oscura” è una specie di rilettura della seconda parte di “Ummagumma” dei Pink Floyd (disco in studio per intenderci) in chiave psy-ambient-doom-drone-jazz-freak, in cui non è difficile cogliere i più svariati echi artistici: dagli Earth ai Sunn O)) agli Electric Wizard, passando per il krautrock di matrice più fricchettone (vedi “Phallus Dei” degli Amon Düül II), e finendo con leggeri spifferi morriconiani.

Un full-length ciclico, progressivo, spaesante ed evocativo in grado di restituire molti dei sapori di “El Topo” (celebre film di Jodorowsky) trapiantandoli dal Sud America nella penisola Iberica.

Tracklist:
1. Con Sangre De Quien Te Ofenda
2. Mesto, Rigido E Cerimoniale
3. Solemne Triduo
4. Amanecer En Puerta Oscura
5. Puerta Osario
6. Templos
7. Parte II. Apogeum

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