(2008, Nuclear Blast)

Basta il nome per spiegarci, quel nome strano ed enigmatico, non certo da metal band. Quel nome che da dieci anni a questa parte sempre più frequentemente ha acquisito le caratteristiche proprie di un aggettivo quando si parla di musica estrema e non solo. “Senti ’sto riff, sembrano i Meshuggah”. Sembrano appunto, perchè gli originali sono di nuovo tornati tra noi con ObZen, l’atteso successore dell’enorme Catch 33. Dico la verità, stavolta la cosa che colpisce (e stupisce) di più è il ritorno dei quattro svedesi a una forma canzone più “semplice” e diretta. Prendete con le pinze quest’ultima affermazione, ci troviamo comunque sia di fronte al più feroce Leviatano in circolazione, al mostro che ha generato e continuerà a generare dei terrificanti deliri sonori, non delle canzonette. Combustion, la prima traccia, è certamente una sorpresa, quasi “divertente” oserei dire, una specie di rivisitazione del classico death metal scandinavo in chiave “rimbalzante”. I nostri picchiano e vanno veloci, tempi più “dritti” (su ObZen c’è il ritorno di Thomas Haake dietro le pelli) e voglia di far male come agli esordi. Bleed è terrorismo sonoro, una canzone devastante, non umana, non eseguibile o replicabile, assolutamente estrema e rabbiosa, con quel giro di doppia cassa assassino, le chitarre come affilate lame rotanti e la voce di Kidman abrasiva e tagliente come mai prima. Forse la Angel of Death degli anni ‘10.
Il resto del disco è stranamente facile da digerire e da assimilare, vuoi il fatto che non sia un concept estremamente cervellotico, vuoi che alcune soluzioni stilistiche ormai le conosciamo bene, vuoi che sotto sotto i nostri abbiano voluto giocare sul sicuro; sta di fatto che la sensazione netta è quella di trovarci davanti a un ritorno (inaspettato) al metal vero e proprio, in barba alle critiche sfacciatamente leccaculo da parte di certa stampa considerata “alta”.
In conclusione possiamo tranquillamente affermare che ObZen non è il capolavoro assoluto che inconsciamente tutti avremmo sperato di ascoltare, ma è quasi certamente il miglior disco di metal possibile nel 2008.
Tracklist:
1. Combustion
2. Electric Red
3. Bleed
4. Lethargica
5. ObZen
6. This Spiteful Snake
7. Pineal Gland Optics
8. Pravus
9. Dancers To A Discordant System

