(2008, Hydrahead)

Non sono state poche le difficoltà che ho trovato nel rapportarmi all’ultima fatica dei Torche.
Se dopo il debut album era plausibile attendersi l’ennesima produzione stoner-sludge costruita secondo gli stilemi che contraddistinguono sempre più l’attivissima “Hydra Head”, questa volta il risultato é per metà spiazzante. Nell’assorbimento di “Meanderthal” ci sono infatti due piani di lettura distinti e che portano a concluisoni diametralmente opposte: se da una parte chi prevedeva un album dalle movenze pesantemente pachidermiche è rimasto con l’amaro in gola, al contrario coloro che vi si sono approcciati senza grosse aspettative hanno avuto la fortuna di godersi un buon disco “rock”, cosa sempre più rara negli ultimi anni. Infatti, suoni a parte, l’ultima fatica dei Torche ha tutte le carte in regola per riproporre ad orecchie assueffatte a tempi pesanti e monolitici una buona dose di rock vero e proprio, come da tempo non se ne sentiva; tutto il disco è infatti strutturato secondo i canoni “classici” del macrogenere in questione: nella prima perte singoloni freschi e pieni di adrenalina, momenti più catartici e ricercati nell’ipotetico “B side”. Un mix di timbriche sludge e polverose mixate a strutture e frasi che molto spesso strizzano l’occhio ad i pezzi da heavy-rotation dell’osannato “Songs For The Dead”, must degli ormai inutili Queens Of The Stone Age. Per chi ha ascoltato l’ep precedente alla pubblicazione di “Meaderhal” questo full-length non rappresenta un vero colpo di scena, ma, per i fortunati che hanno lasciato da parte la manciata di brani precedenti al lavoro, possiamo affermare senza riserve che i Torche hanno (ri)portato una vera e propria ventata di giovinezza fra la polvere accumulata negli anni dalla musica del deserto, non con troppa convinzione ed efficacia, ma un tentativo da apprezzare. Perfetto per per la collezione primavera/estate 2008.
Avertenza: disco biodegradabile.
Tracklist:
1. Triumph Of Venus
2. Granades
3. Pirana
4. Sandstorm
5. Speed Off The Nail
6. Healer
7. Across The Shields
8. Sundown
9. Little Champion
10. Without A Sound
11. Fat Waves
12. Amnesian
13. Meanderthal


26 Aprile, 2008 alle 12:00 am
hai inquadrato il discorso abbastanza bene, io faccio parte dei delusi che si aspettavano tempi pachidermici e si sono trovati con una band che a volte fa vero e proprio emo! svolta sì ma un pò troppo veloce! forse lo riascolterò d’estate perchè è un disco dai suoni indubbiamente più freschi ma ai primi ascolti, che delusione