(2008, Century Media)

Il fondatore dei Nachtmystium, Blake Judd (tra le altre cose membro anche dei Twilight), ha dichiarato che la parola Assassins si riferisce all’uccisione dei preconcetti sulla band, perchè gli stavano stretti i riferimenti al black metal, genere che rimane come innegabile background, ma di cui questo gruppo va a minare le fondamenta “true norwegian” (insieme agli altri esponenti del versante avanguardistico della scena) fin dal precedente Instinct:Decay datato 2004.
Ma entriamo nei particolari di Assassins: Black Meddle part I: i riferimenti ai Pink Floyd non si esauriscono solo nel titolo dell’album, ma continuano fin dall’intro, cover cavalcante di One of these days (che per l’occasione, visto lo stravolgimento dell’atmosfera, cambia nome in One of these nights), a cui segue la visionaria Assassins, che inizia quasi black’n'roll per poi finire elettronicamente ansiogena (la duplice personalità di questo pezzo ci fa godere a pieno l’eccelsa produzione); le successive tre tracce sono un buon bilanciamento tra il già citato background black e la voglia di spaziare in altre dimensioni, in cui si alternano cavalcate heavy, tappeti sonori elettronici e riff tiratissimi che lambiscono i Nargaroth (intervallati da Away from the light, un’oscura intromissione di un impolverato pianoforte), ma sono un lussuoso preludio all’ultima parte dell’album, cioè le tre parti di Seasick, a cui si arriva tramite Code negative, radicale cambio di atmosfera e primo vagito della psichedelia 70’s del finale, e Omnivore, al contrario ultimo rantolo di tutto ciò che è minimamente associabile a qualsiasi corrente metal.
Iniziano le tre Seasick, che ci fanno dimenticare tutto quello che ho scritto fino a questo punto tranne due cose: psichedelia e riferimenti ai Pink Floyd; si crea un clima riflessivo, coinvolgente, ipnotico, piacevolmente difforme da ogni termine che potesse essere usato per descrivere i Nachtmystium, con inserti addirittura di sax ad impreziosire un netto, breve (forse troppo) ed emblematico finale di un disco da gustare tutto di un fiato.
Innegabile l’audacia dei Nachtmystium, che probabilmente farà storcere la bocca ai blackster ortodossi, ma che riesce nell’apparentemente assurdo intento di sporcare una croce rovesciata con la sabbia dell’anfiteatro di Pompei.
Tracklist:
1. One of These Nights (intro)
2. Assassins
3. Ghosts of Grace
4. Away From Light
5. Your True Enemy
6. Code Negative
7. Omnivore
8. Seasick Part I: Drowned at Dusk
9. Seasick Part II: Oceanborne
10. Seasick Part III: Silent Sunrise

