KAIRO - PULSE

Kiyoshi Kurosawa, 2001

Intraprendere un discorso con un giapponese e tentare di capirlo, parlando ognuno nella propria lingua, per un italiano è una follia!!! La soluzione ideale sarebbe usare un linguaggio intermedio per mediare l’interscambio di contenuti, ma se il giapponese dovesse ostinarsi ad usare il suo idioma il comportamento adatto non è certo quello di pensare che stia dicendo stronzate. Questo è ciò che potrebbe accadere guardando Kairo; un prodotto ostico, logorante, impegnativo, intransigente fino al midollo, ma altrettanto pieno ed affascinante.

Un film in bilico fra la vita e la morte, fra la luce e l’ombra, fra il reale e l’irreale di una società piegata dai nuovi mezzi di comunicazione, dove ogni individuo è solo ed incapace di interagire con gli altri se non tramite il web. Proprio il web, infatti, è fondamentale nella lettura dell’opera di Kurosawa, apparendo in essa come “la stanza proibita” dove non esiste l’essere umano ed il corpo diviene l’immagine ricomputaggio virtuale di se stesso.

Profonda analisi della realtà nipponica, accecata dall’incubo della produttività, in cui l’umano è spesso strumento della tecnologia ma non fruitore, la pellicola sa essere elegante e raffinata (splendido l’alternarsi chiaroscurale reso dal sapiente montaggio) ma a volte anche grossolana e ridondante, e la maestria con cui è resa l’angoscia esistenziale (decisamente lynchana), davvero sopra le righe, non è la stessa usata per la stesura della sceneggiatura e della narrazione, ben più scadenti.

Un film con tante buone intuizioni ma anche clamorose lacune, peggiorato inverosimilmente da un pessimo doppiaggio.

Sicuramente da vedere, Kairo, non esprime mai pienamente il proprio enorme potenziale (purtroppo). Chi non ha voglia di fermarsi a riflettere facendosi sfinire da questa “fatica” lasci perdere, ma se avrete la pazienza di resistere fino in fondo cercando di aguzzare le meningi troverete sicuro godimento nella visione.

PS.: Questa volta il buon Kurosawa (attenzione il Kurosawa più famoso è defunto nel 1998!!!!) si aggiudica un “ritenta sarai più fortunato”

6,5/10

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