Zack Snyder, 2006
Di solito evito sempre di fare un resoconto della trama, ma questa volta lo farò.
300 è la storia di un esiguo “fascio” di soldati, dediti al culto della forza e dell’onore, che, condotti dal loro “duce” Leonida, affronta, cedendo solo nel finale, un esercito di un milione di uomini, composto da transessuali, neri, arabi, lussuriosi, storpi, deformi, mostri, mercenari e corrotti provenienti dalla Persia.
Oltre alla veridicità storica del tutto traviata, ma perdonabile (poiché la sceneggiatura è basata sull’omonimo fumetto di Miller), questo film è un obbrobrioso omaggio agli attributi propri della cultura fascista: si va dal nazionalismo, al razzismo, passando per il culto del corpo e della patria (il tutto riconducibile alla distorta volontà di produrre una pellicola “epica”!).
Un folle e disgustoso mix di valori sbagliati, dalla forma, però, molta affascinante.
L’impatto visivo di 300 è imponente e la ricercatezza e la resa grafica (sulla falsa riga di Sin City) sono maniacali; le splendide scene di lotta (fra le più belle del cinema recente), mixate all’ottima colonna sonora, danno vita a danze dall’aspetto classico e dal suono industrial, che, intessute in una struttura omologata e scontata, tipica del cinema d’azione made in USA, rende (in una visione grossolana e superficiale) fin troppo gradevole il movie.
Il lavoro di Snyder, ed il suo successo, rappresentano quindi una veritiera cartina di tornasole della produzione cinematografica a stelle strisce, che dedita al commercio, continua a sfornare prodotti vuoti (in questo caso moralmente inaccettabile) e plastificati, mascherando con l’estetica (molto spesso decisamente di basso livello) e gli effetti speciali la crisi intellettuale delle nuove leve della fruizione mondiale.
300 è l’occasione per riflettere sulla perdita della memoria storica che invade gli esseri umani, e su come il “regno della celluloide” sia vittima del totalitarismo hollywoodiano.
Un film da vietare a chi ha il cervello sottolio, che può risultare simpatico solo riuscendo a tenere lo sguardo distaccato.
PS: 300 si bacca un bella bocciatura, simbolo della bassissima considerazione che l’impero della mente ha degli attuali “blockbuster”.


17 Luglio, 2008 alle 1:33 pm |
300 è fregnissimo, basta con queste critiche politiche a un film che vuole essere solo versione “coatta” dei vari braveheart, il gladiatore ecc con una spiccata attitudine fumettosa. A questo punto non dovremmo più parlare degli spartani veri perchè violenti, schiavisti e razzisti, sveglia marchè!
17 Luglio, 2008 alle 1:46 pm |
…ba… non ti capisco, certi discorsi per la musica valgono e per il cinema no no?! non sono solo critiche alla sceneggiatura (e regia), ma sono critiche ad una sceneggiatura (e regia) piegata alla produzione. Non si possono aere due pesi e due misure per cinema e musica, il film cinematograficamente è di pessima fattura con una spolverata di idee malsane. E’ una produzione commerciale quanto un disco di vasco rossi (se non di più), non è pura critica politica… è una critica puramente cinematografica… per lo stesso motivo per cui critico 300 non oserei mai criticare un capolavoro come “Il Trionfo della Volontà” che reputo un capolavoro assoluto pur non condividendo le idee. Questo è un blockbuster a tutti gli effetti, meramente commerciale completamente vuoto se non per gli effetti speciali (che ormai non hanno più peso) e per qualche subdolo e pessimo contenuto morale.
17 Luglio, 2008 alle 3:11 pm |
Non condivido la tua analisi Marco. Oltre al fatto che il film è godibilissimo, tecnicamente parlando (effetti speciali, colonna sonora, fotografia), ritengo che il contenuto morale sia perfettamente calzante alla sua trama. Secondo me uno spartano dell’antica Grecia sarebbe andato a vedere il film al cinema come tanti altri e sarebbe uscito con le lacrime agli occhi per il ricordo e la nostalgia del suo mondo passato. Io apprezzo il film anche nel suo tentativo di fare un’analisi politica attuale. Rispetto alle mie idee, lo considero all’opposizione. Ma il tentativo è stato nobile; inserito poi in un film di una buona fattura.
18 Luglio, 2008 alle 12:33 pm |
Francamente non ci vedo nessun parallelo musicale nè tantomeno penso sia praticabile la stada poco onesta del confronto con il Trionfo della Volontà. Poi non condivido assolutamente la tua presa di posizione sui “valori sbagliati” , se davvero tu fossi così bacchettone dovresti pensare che 100 anni di film horror ed erotici siano Satani in terra.
E comunque 300 non è Vasco Rossi, 300 è i Rammstein.
28 Novembre, 2008 alle 9:17 pm |
ma possibile che non riuscite a giudicare un film sul fatto che e’ semplicemente una pellicola tratta dal fumetto di miller? per forza di cose non ci si riesce, per forza di cose deve essere un film super intellettualoide, io non abolirei questo tipo di film, ma abolirei i recensori…e’ ora di finirla.