NORMA JEAN – The Anti Mother

(2008, Solid State)

“The Anti Mother” è uno di quei dischi ce ci metti parecchio prima di capirlo, prima di riuscire a penetrarlo e farlo tuo. I Norma Jean stanno lentamente cambiando pelle pur provando a mantenersi fedeli alla matrice post-core metallica che ne ha segnato gli esordi, mantenendosi identificabili e personali, subendo le tentazioni della moda emo-core che impera oramai non più soltanto oltreoceano. “The Anti Mother” è un album “difficile” per la sua capacità di rivelarsi ascolto dopo ascolto e ciò è tutto sommato anche il suo punto di forza. Sono stati snelliti alcuni dei roventi passaggi math-core che la band ha sempre esposto ed il risultato è la semplificazione delle songs (principalmente nell’impalcatura ritmica, complice l’ingresso del nuovo drummer Chris Raines) che, nonostante tutto, mantengono il piglio d’assalto. I nuovi Norma Jean sono questi, prendere o lasciare. Sono quelli che mettono sul piatto brani incazzosi come la convincente opener Vipers, Snakes And Actors, Birth Of The Anti-Mother, la finale And There Will Be A Swarm Of Hornets ma che si permettono di manipolare l’emo-metal-core con Self-Employed Chemist, Robots 3 Humans 0. Vicinissimi ai Deftones in Surrender Your Sons…, non a caso Chino Moreno contribuisce alla composizione del brano e vi presta pure l’ugola in un duetto con Cory Brandan. Quest’ultimo spartisce la ribalta in Opposite Of Left And Wrong con un altro ospite illustre, Page Hamilton degli Helmet, ma qui l’esperimento è un po’ meno riuscito: assieme alla successiva Discipline Your Daughters questo è uno dei momenti di fiacca del disco, il quale con Death Of The Anti Mother pare persino fare il verso agli Isis più sulfurei e doomeggianti. Notevole quindi la varietà di registri di questo nuovo parto, il quarto per la formazione di Atlanta, molto vario e per certi versi anche coraggioso, visto che molti fans della prima ora potrebbero definitivamente abbandonare il corso intrapreso. Attendersi che i Norma Jean tornino a suonare quel post-core spigoloso ed acuminato di “Bless The Martyr Kiss The Child” è qualcosa di evanescente, gli scontenti resteranno così ancor di più scontentati, se non sconcertati. Resta comunque il fatto che, ammorbidimenti e mitigazioni a parte, i cinque musicisti godono di un buono stato di salute, risalendo la china dopo un disco altalenante come “Redeemer”, lavoro che sulla lunga distanza s’è dimostrato aver ben poche qualità. Vedremo quale sarà la prossima mossa.

Tracklist:
1. Vipers, Snakes And Actors
2. Self-Employed Chemist
3. Birth Of The Anti Mother
4. Robots 3 Humans 0
5. Death Of The Anti Mother
6. Surrender Your Sons…
7. Murphy Was An Optimist
8. Opposite Of Left And Wrong
9. Discipline Your Daughters
10. And There Will Be A Swarm Of Hornets

Marco Giarratana

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