(2008, Century Media)

Dopo lo strepitoso esordio con Null, il valido quanto stucchevole full-lenght Void e l’altro EP The Challenger, torna sulla scena l’attesissima combo di Los Angeles, e lo fa con un album che mostra chiaramente la voglia della band di spaziare rispetto al suo tipico sound che a lungo termine risultava quantomeno statico, anche se egregiamente eseguito e dalla grande resa live.
Prehistoricism si può tranquillamente dividere in due parti: la prima, fino alla title-track compresa, non è molto distante dalle atmosfere e dai suoni di Void, solo in versione meno aggressiva, con l’inserimento di passaggi che sembrano non appartenere agli Intronaut, troppo sbilenchi per essere melodici e troppo melodici per essere sbilenchi. Ma scorre, in fondo è sempre un piacere ascoltare basso e batteria sporchi di jazz e suonati in maniera eccelsa, anche se si muovono in mezzo a riff che lasciano un po’ di amaro in bocca per alcuni tratti che potevano sviluppare in maniera nettamente migliore.
Ben altro discorso si può fare per la seconda parte del disco, in cui si può parlare di una sorta di nuovo stile Intronaut: gli inserti melodici e jazzati si amalgamano molto bene coi riffoni di nuovo violenti. I nostri ci propongono una svolta che sa di prog in cui si fa largo a spallate la perla Australopithecus, seguita dalla conclusiva e visionara The Reptilian brain, sedici minuti alquanto sperimentali e difficilmente riassociabili alle precedenti creazioni della band, con tabla e sitar ad introdurre un viaggio strumentale tra post(inserire parola a piacere) e progressive molto ben composto e accompagnato meravigliosamente da basso e batteria, che come di consueto spiccano inevitabilmente.
Nel complesso Prehistoricism è un lavoro riuscito a metà, un disco di transizione; gli Intronaut dovrebbero ripartire dallo stile della seconda parte, svilupparlo, concentrarsi su di esso: se così facessero, mi aspetterei una prossima uscita epocale da parte loro.
Tracklist:
1. Primordial Soup
2. The Literal Black Cloud
3. Cavernous Den of Shame
4. Prehistoricisms
5. Any Port
6. Sundial
7. Australopithecus
8. The Reptilian Brain

