(2008, Rise Above)

Se i Pelican non si fossero fissati in maniera irreversibile col post-rock, se avessero continuato a suonare pesante, probabilmente oggi sarebbero molto prossimi ai Capricorns. Giunti al secondo full-length in carriera, sempre per la Rise Above di Lee Dorrian, i londinesi dimostrano progressi in fase di scrittura, avendo adesso limato per bene gli angoli. Sono un po’ meno sludge in alcune parti e si avverte sempre più la forte presenza nel tessuto di dogmi inerenti alla dottrina progressive degli anni ‘70 (certe evoluzioni hard vengono da gente come High Tide ed Atomic Rooster) e non mancano anche certi riferimenti ad alcune delle band migliori del panorama alternative-metal contemporaneo, vedi sotto la voce Baroness (soprattutto l’incipit di “Tampered With The Blood Of Beasts” parla davvero chiaro a riguardo) e Burst. Ma c’è innegabilmente molta personalità nel modo in cui i Capricorns sviluppano la materia, conferendole ora risvolti stoner (“The Bell Rang Bacwards”), ora aperture più psichedeliche (“Owing To The Fogs”), ora piccoli cenni alla Dub Trio (“Drinking Water From The Skull Of A Hanged Man”), ora addirittura infiltrazioni death metal (in “Broken Coffin Of The Venerable King”). Decisamente ottima la prova del batterista Nathan Perrier e, per chi non lo sapesse, il collega di sezione ritmica Dean Berry in passato imbracciava la sei corde in un certo gruppo chiamato Iron Monkey, padrini assoluti e mai abbastanza celebrati dello sludge-core d’Albione. In quasi un’ora di “prog-metal-space-heavypsychedelic-rock” i Capricorns concretizzano la summa di tutto ciò e si pongono tra i nomi di punta di quella sempre più indefinibile area di musicisti che da quattro anni a questa parte (dopo che i Mastodon hanno dato una potentissima spinta col capolavoro “Leviathan”) stanno letteralmente rifondando il modo di concepire la musica pesante progressiva. Non è semplice creare un lavoro interamente strumentale capace di non fossilizzarsi su un paio di soluzioni; le forme qui sono in perenne evoluzione, i temi melodici si alternano con curate filigrane logiche, la potenza è sempre ben dosata e mai lasciata a briglia sciolta in inutili dimostrazioni di forza fini a loro stesse. Se cercate musica intelligente avete trovato qui quel che cercate.
Tracklist:
1. Broken Coffin Of The Venerable King
2. Seventh Child Of A Seventh Child
3. Tempered With The Blood Of Beasts
4. November Suicides
5. Owing To The Fogs
6. The Bells Rang Backwards
7. A Savage Race By Shipwrecks Fed
8. Drinking Water From The Skull Of A Hanged Man

