(2008, Neurot)

Mamma Neurot ha deciso di rompere gli indugi.
Da inizio anno fino ad ora sono sette le uscite maggiori, tutte di altissima qualità, ultima delle quali “Jersey Shores” degli Akimbo, un concept basato su un violento attacco di squali a New Jersey nel 1916.
Se da una parte, gli U.S. Christmas, rappresentano il lato visionario dei (post) ’70 nel catalogo Neurot, dall’altra, gli Akimbo, ne rappresentano quello rude e puro.
“Jersey Shores” in effetti trasuda Hard Rock da tutti i pori, senza per questo incidere sull’ inconfondibile tocco “core” della band stessa .
Lunghe suite heavy blues sabbathiane con tanto di assolo finale (“Lester Stillwell”), tracce dove i Mastodon vengono dimessi dalle vesti di “progressive heroes” (quindi scarnificati e resi innocui dinanzi al primitivismo di “Bruder Vansant”), vaghe reminescenze psych, riferimenti Melvinsiani e via dicendo.
Una voce a metà tra King Buzzo e grugniti post core, una rocciosa sezione ritmica ed una chitarra che spazia tra blues, southern, hard rock e noise, sono gli elementi essenziali per la quadratura del cerchio, assieme alla superba produzione di Matt Bayles (Isis, Mastodon, Botch ecc.), definita nei momenti acustici e roboante nei distorti.
Un suono che fluisce senza il bisogno di contorcersi e che nasconde un peso specifico impressionante.
Lo stato animale del post-core dimora fieramente, a ragion veduta, in “Jersey Shores”.
Tracklist:
1. Matawan
2. Bruder Vansant
3. Lester Stillwell
4. Rogue
5. Great White Bull
6. Jersey Shores

