(2008, SupernaturalCat)

“MoRtO, l’ultimo esperimento scientifico realizzato da Lin, Lan, Len (i messaggeri di MoRkObOt) ha finalmente terminato il suo periodo di putrefazione.”
Come spesso capita in casa SupernaturalCat, l’artwork è quantomai preciso sunto iconografico della materia sonora contenuta nel disco. Ad incidere il nero fondo della copertina di MoRtO, vi è un una forma, tanto archetipica quanto misterica, molto simile ad un uovo. Essa racchiude decorazioni dal profumo tantrico appartenenti ad una realtà altra, ignota, primitiva. Ed è proprio il “primitivismo” ad elevare l’ultima fatica dei lombardi MoRkObOt in un iperuranio espressivo degno degli astrattismi brâncuşiani, dove il rifiuto del modernismo si fonde con la ricerca dell’immagine primordiale e primigenia, perseguita attraverso l’esponenziale ripetizione di colpi di machete. Un opera, quindi, tanto fisica quanto evocativa e lontana, in cui il sudore speso nella sua creazione si fonde con lo spirituale perseguimento dell’origine.
Quaranta minuti sbilenchi e liberi, divisi, per comodità “gestionale”, in tre momenti; quest’unitario e monolitico flusso chiamato MoRtO, come i precedenti MoRkObOt e MoStRo, fagocita con voracità una moltitudine di linguaggi uditivi, tramutandoli in un prodotto nero e criptico, di difficile riconduzione, e paradigma di un modus operandi che oltrepassa i limiti fisici del “disco”. L’alternanza di pieni e vuoti e la capacità segnica di frammentare l’assenza, rendono l’album in questione esterno ad ogni circuito e scena musicale. Il full-length si sviluppa su codici fortemente identitari, che, in bilico fra noise, industrial, space e kraut, alternano fascinazioni cosmiche a momenti di pachidermica progressione confondendo celato e svelato. Nel seme di MoRtO si scorgono sfaccettature doom/drone giustapposte ad echi decisamente più affini alla musica elettronica: un mosaico liberato da vincoli stilistici tramite le stesure “free” dei pezzi.
Questo terzo capitolo della trilogia iniziata nel 2005 da Lin, Lan e Len conferma ed esalta caratteristiche e attitudini della band, acuendone il sottrazionismo strumentale (azzerato completamente l’uso della chitarra, diminuito quello di synth ed effetti) e maturandone le sperimentazioni, che ora si avvicinano, per certi versi, alla musica concreta (vedi l’uso di lavatrici e ferraglia varia).
Per la scena italiana, MoRtO, rappresenta uno dei momenti più alti del suo 2008, definendo anche i massimi storici dei tre musicisti in questione.
In definitiva un “trip” magnetico ed ancestrale che, valorizzato dalla spaziale ironia del combo, evita agevolmente il baratro dell’intellettualismo, stazionando con integrità in una dimensione “RoCk” umana ed attualissima.
Tracklist:
1. Morto Part. 1
2. Morto Part. 2
3. Morto Part. 3


25 dicembre, 2008 alle 8:56 pm |
non l’ho ancora trovato, ma se è a livello del predecessore è un capolavoro.