HOUR OF THE SHIPWRECK – The Hour Is Upon Us

(2008, Autoprodotto)

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“La malinconia è la felicità di essere tristi”, o perlomeno la consapevolezza di esserlo. “The hour is upon us” è la celebrazione della malinconia sotto mentite spoglie. Rigogliosi giardini fatati di burtoniana memoria colmi di fiori, modellati dalle sapienti mani di Edward, che sa sia sfiorarne delicatamente i vellutati petali neri, che reciderne lo stelo anzitempo.
Sorprendentemente autoprodotto, questo album splende per varietà di soluzioni adottate, nella strumentazione (lontana dai clichè del “rock”, laddove gli archi la fanno da padrone) quanto nel ricercato songwriting che spazia tra la delicatezza dei Dredg, il lato tenero dei Pain of Salvation, le strutture dei Radiohead e le soluzioni progressive dei Guapo. Il tutto è immerso in una coltre gotica carica di spleen che lascia intatta l’estrema pulizia dei suoni, chiari nel proprio divenire.
Il mood imbastito dal giovane quartetto di Los Angeles confonde i nostri cuori, proiettandoli in un limbo tra il sole e le nuvole in cui rimangono intrappolati, vuoi perchè il disco sfugge da ogni catalogazione, o vuoi perchè i sentimenti messi sul piatto sono incontrollabili.
Il disco scorre attraverso sbalzi d’umore repentini, tra lacrime e sorrisi, con picchi assoluti quali “Save the World” o “Soft Napalm Pillow Dreams”, ma non aspettatevi un happy ending: la conclusiva “Unclouded Eyes” inizialmente ci illude con una velata innocenza per poi culminare in un down-tempo disperato, tomba per ogni precedente ottimismo. “Musica per angeli malati”.

Tracklist:
1. The Chandelier Suite
2. Save the World
3. My Fantasy
4. Soft Napalm Pillow Dreams
5. Mr. Davidson
6. Flying
7. Unclouded Eyes

Damiano Rizzo

Daniele Felicetti

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